Troppe volte chi soffre di un disturbo o accusa specifici sintomi viene identificato col suo problema. Non solo: il trattamento viene costruito principalmente sulla base diagnostica ignorando che due persone con la stessa diagnosi possono essere straordinariamente diverse come molto differente può essere anche il supporto di cui necessitano.
Per questo, e per molti altri motivi, la pianificazione del trattamento, molto prima che su un eventuale disturbo diagnosticabile, dovrebbe basarsi sulle caratteristiche individuali del paziente, in altre parole, sulla sua personalità.
Ovviamente: i problemi sintomatologici diventano centrali, ma il modo in cui li affronteremo dipendono dalle tue caratteristiche uniche.
Andare dallo psicologo non significa sentirsi dire la verità da uno sconosciuto e nemmeno ricevere consigli su personalissime scelte di vita. Vuol dire invece trovare uno spazio in cui essere ascoltati senza giudizio e collaborare per concordare obiettivi e modalità di lavoro. Ogni percorso è a sé, proprio perché nasce dall'incontro di due persone, prima ancora che da un professionista e un paziente.
Dopo i primi due o tre incontri io ti restituirò quanto emerso e se effettivamente un percorso con me può rivelarsi utile, mentre tu avrai sperimentato se ti senti sufficientemente al sicuro per poter proseguire.
L'eliminazione del sintomo non è il solo obiettivo di un percorso. Molto spesso vuole comunicarci qualcosa, anche se in modo disfunzionale. Eliminarlo con "tecniche" ed "esercizi" (che potrebbero essere una parte del percorso) potrebbe essere riduttivo.
I sintomi parlano: vanno ascoltati e non messi a tacere. Nel rispetto dell'urgenza che la persona sta attraversando, il sintomo va ascoltato piuttosto che forzato al silenzio.
Capita che quando una persona parla per comunicare qualcosa e non viene ascoltata, inizi ad urlare per farsi sentire. Lo stesso può avvenire per un sintomo. Quando viene accolto e ascoltato può accettare di iniziare a parlare sottovoce e a trovare modalità diverse di esprimersi.
In un luogo che vuoi tenere pulito continua a crescere un ciuffo d'erba: così ogni volta prendi le forbici e lo tagli.
Ma, non avendo tolto le radici, l'erba ricresce e dopo qualche tempo, ti ritrovi nella situazione iniziale.
Durante un percorso psicologico può essere importante lavorare sulle radici. Queste non sono solo le origini passate del problema (sebbene possano essere importanti). In questa metafora, le radici sono l'autostima, il sentire di essere in grado di giocare un ruolo attivo nella propria vita, una regolazione emotiva più matura...
Un percorso psicologico ben strutturato si rivolge all'urgenza del problema, ma guarda anche al futuro creando le condizioni affinché questo non si presenti più... o qualora si ripresentasse, la persona avrà più strumenti per affrontarlo e per far sì che questa volta crei un minor disagio.